Cover Libro Leonardo da VinciSeguire la pubblicazione dell’inedito e avvincente studio di Elisabetta Sangalli è stata per me fonte di particolare soddisfazione.
Per la prima volta, un testo approfondito affronta con serietà la simbologia delle pietre dipinte da Leonardo nell’Ultima Cena di Santa Maria delle Grazie, prendendo in considerazione molteplici elementi, a partire dalla tradizione ebraica, sino all’intenso clima culturale della Lombardia di fine Quattrocento, e in special modo dell’ambito domenicano, ricco di quelle riflessioni teologiche che fornirono a Leonardo il repertorio delle pietre preziose.

Studiare un dipinto destinato alla vita monastica significa affrontare una simbologia densa di significato e indagare sulla ricchezza dei suoi contenuti teologici: la Cena di Leonardo, unica nel suo genere, si impone come un’opera dal contenuto spirituale, in cui si evidenzia lo stretto connubio tra Sacra Scrittura e vita religiosa.
Una complessa opera eucaristica, ricca di una simbologia che riuscì a conciliare sia i padri domenicani, che il maestro di Vinci.
Questo testo propone una rilettura del capolavoro vinciano mediante l’analisi delle pietre preziose, delle quali si è affrontata la ricostruzione, grazie al confronto con le numerose copie dipinte soprattutto dagli allievi del maestro.

Come il lettore potrà infatti constatare, oltre alla moderna veste editoriale e all’interessante contenuto scientifico, il pregio di questa pubblicazione consiste nella preziosa documentazione fotografica, proposta dall’autrice in tavole specifiche, che consentono di volta in volta un confronto diretto tra l’opera originale e le copie, per una lettura ravvicinata ed esauriente del capolavoro vinciano e dei suoi dettagli.

All’interno di un’iconografia complessa e densa di riferimenti teologici come quella dell’Ultima Cena dipinta da Leonardo da Vinci, l’approfondimento di particolari, a prima vista senza alcun significato, può dimostrarsi fondamentale alla comprensione di un’opera d’arte, perché i dettagli possono svelare un pensiero celato.
Con questa consapevolezza l’autrice si è incamminata lungo il suo percorso esplorativo, mossa dalla convinzione che il genio di Vinci è una personalità che non smetterà mai di stupire.